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Catania


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Le origini remote e mitologiche della città sono state artatamente ricostruite da scrittori d'età moderna impegnati nelle dispute municipalistiche, ai quali per lungo tempo s'è dato credito.
Il toponimo è stato variamente interpretato, ma resta certa l'origine greca. Catania venne infatti fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi di Naxos, col nome "Katane".
Del periodo più antico della sua storia rimane poco. Si ricorda il codice di leggi del catanese Caronda del VI secolo a.C., legislazione che venne adottata dalla città e da altre colonie greche.
Intorno al 475 a.C., in seguito alla guerra con Siracusa, la città venne occupata e distrutta da Gerone I che deportò la popolazione a Leontini.
A catania venne mutato nome in "Aetna" e nella città si insediarono i coloni dori.
Nel 461 i Catanesi la riconquistarono e le restituirono l'antico nome.

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Circa nel 403 a.C. venne presa dal tiranno di Siracusa, Dioniso, che vi insediò popolazione campana. Tra vari passaggi di potere, vi furono introdotti i culti egizi, di cui rimane memoria nella presenza dell'obelisco e di altre testimonianze archeologiche.
Nei secoli successivi, la città fu coinvolta nelle guerre tra Ateniesi e Siracusani e fu quindi sottomessa (o vi fece lega) dai cartaginesi.
Il 263 a.C. segna l'inizio della stagione romana (illustri le vestigia dell'epoca che si conservano in città), quando il toponimo si affermò nella variante "Catina". resta memoria in Cicerone della lotta della città contro il propretore Caio Licinio Verre.
La tradizione lega ancora al periodo romano il martirio di S. Agata e di S. Euplio, che divennero successivamente patroni di Catania.

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Dal 440 a circa il 546 d.C. si individua l'era barbarica, seguita poi dall'occupazione del bizantino Belisario.
Importanti i provvedimenti in favore di Catania nel VI secolo: nel 582 essa si vedeva assegnato dall'imperatore Maurizio il ruolo di prima zecca di Sicilia, mentre del 590 è la disposizione di papa Gregorio Magno di tenere i concili siciliani nelle sedi di Siracusa e Catania.
I Saraceni conquistarono la città probabilmente intorno al 974.
Durante la stagione araba diverse furono le incursioni bizantine tra le quali rimane nella tradizione quella di Giorgio Maniace, del 1040, che sottrasse le reliquie di S.Agata (che sarebbero state restituite nel XII secolo).
Catania venne quindi conquistata dai normanni. Ruggero costituì la diocesi di Catania nel 1092 istituendo il primo vescovo-conte, Ansgerio.
Nel 1169 l'intera città fu distrutta da un violento terremoto, che non risparmiò il suo circondario.

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A catania, nel 1222, morì la regina Costanza d'Altavilla, madre di Federico II di Svevia.
A quest'ultimo si deve la fondazione del castello, in seguito all'affrancamento dallo strapotere del vescovo avvenuto forse con il trasferimento al demanio della città nel 1239.

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Passata nel 1266 agli Angioini, essa fu partecipe della ribellione e della guerra iniziata nel 1282 contro Carlo I d'Angiò.
Nel XIV secolo la città era un centro politico determinante per le sorti della monarchia aragonese, travolta dal conflitto e dall'anarchia feudale, tanto da divenire di fatto la capitale dell'isola.
A seguito della vittoria degli Aragonesi, s'inaugurò l'epoca della Sicilia spagnola (1412-1713) ed il ruolo di capitale passò a Palermo.
Ancora nel Quattrocento, tuttavia, vi era un rapporto privilegiato con la corona: nel 1434, Alfonso il Magnanimo decretò la fondazione dello "Studium generale" (l'università degli studi), poi, nel 1470, Catania venne prescelta come sede dei parlamenti isolani.
All'inizio del XVI secolo la città insieme ai suoi casali (agglomerati rurali) contava 14.261 abitanti. nel 1542 un terremoto colpì la città, che riportò seri danni.
Nel 1550 fu costruito un orfanotrofio.
Il pericolo delle incursioni turche, spinse il viceré Vega a dare inizio, nel 1553, alla costruzione delle fortificazioni. Nonostante peste e carestie, nel 1583 la sua popolazione (con i casali) arrivava a 28.465 anime.
Per disposizione vicereale nel 1602 venne iniziata la ricostruzione del molo, distrutto nel XV secolo.

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Nel 1639 la sola città contava 14.241 anime.
Tra il 1640 ed il 1652 la corona - per bisogno di denaro - alienò i casali di Catania.
Nel 1647 la città fu partecipe dei rivolgimenti antispagnoli.
Due catastrofi ne segnarono per sempre l'immagine: la colata lavica del 1669 che raggiunse circondò il suo castello, e soprattutto il sisma del 1693 che la rase al suolo e fece perire oltre il 60% della popolazione.
La ricostruzione di Catania venne affidata all'incaricato regio duca di Camastra, che tracciò il nuovo assetto urbano.
Il Settecento fu l'epoca della rinascita cittadina e degli studi antiquari.
Nella stagioni sabauda (1713-1720) e poi austriaca (1720-1734), venne ricostruito l'antico ospedale di S. Marco.
Il periodo borbonico (1734-1860) vide la città consolidare la sua posizione di preminenza sul territorio etneo e la costa ionica, come attesta l 'istituzione a Catania, nel 1742, del Regio Consolato del mare.
Nel 1743 vi si contavano 60 chiese e 28 tra conventi e monasteri. Nel 1748 i suoi abitanti erano 25.715. Tra il 1751 ed il 1796 vi sorsero numerose istituzioni benefiche.

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La riforma amministrativa del 1817 vide Catania divenire capo-distretto.
La città nel 1831 aveva 53.364 abitanti. L'opposizione ai Borbone cominciò in occasione della peste nel 1837 e si rinnovò nel 1848. In entrambe le occasioni seguì la repressione governativa. Nel 1860 Catania accolse le truppe garibaldine. Nel 1861 la sua popolazione era di 68.810 abitanti. Gli ultimi decenni del XIX secolo sono caratterizzati da una fervida crescita e razionalizzazione urbanistica che modernizzò la città: l'illuminazione elettrica, la rete telefonica, l'ampliamento della strada ferrata con la circumetnea. Nel 1887 la città fu colpita dal colera. Il 31 maggio 1889 venne inaugurato il teatro massimo Vincenzo Bellini.
Tra le due guerre, che segnarono fortemente la memoria, nel 1927 Catania subì lo scorporo del territorio di Nicosia, che contribuì alla formazione del comune di Enna. Verso la fine del secondo conflitto mondiale, legata all'episodio della rivolta dei cittadini contro la chiamata alle armi del 1944 ed all'incendio del Palazzo degli Elefanti (il municipio), rimane senza dubbio gravissima la distruzione dell'Archivio Storico comunale, che ha lasciato lacune secolari nella documentazione relativa alla storia di Catania.

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Bibliografia essenziale:
- F. Ferrara, Storia di catania sino alla fine del secolo XVIII, catania 1829 (rist. anast. Bologna 1974)
- A. Holm, Catania antica, (trad. it.) Catania 1925
- M. Gaudioso, La questione demaniale in Catania, Catania 1971
- G. Dato, La città di Catania: forma e struttura 1693-1833, Roma 1983
- G. Giarrizzo, Catania, Roma-Bari 1986
- D. Ligresti, Patriziati urbani di Sicilia: Catania nel quattrocento, in Il governo della città. Patriziati e politica nella Sicilia moderna, a cura dello stesso, Catania 1990, pp. 17-70
- B. Saitta, Catania medievale, Catania 1996
- D. Ligresti, Catania e i suoi casali, Catania 1995